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Odontoiatria estetica

Odontoiatria estetica

Molti pazienti si rivolgono al dentista per prestazioni mirate a migliorare l’aspetto estetico della propria dentatura e gli attuali progressi nell’odontoiatria permettono di ridare un bel sorriso a chi lo ha perso.
L’estetica in odontoiatria si occupa delle terapie dentali con una particolare attenzione nel ristabilire la naturalezza dell’estetica del sorriso.

Le possibilità sono diverse:

Odontoiatria estetica espositoOtturazioni: ricostruzione di denti sia anteriori che posteriori utilizzando innovativi materiali che rispecchiano fedelmente il colore di smalto e dentina naturali.
Intarsi: di ceramica o composito, permettono di sostituire ampie zone di tessuto dentale con materiali che ripristinano la forma ed il colore del dente originario.
Corone di ceramica integrale: capsule costituite da sola ceramica che, essendo attraversate dalla luce allo stesso modo dei denti naturali, hanno un aspetto del tutto naturale.
Faccette: applicazione di sottili lamine di materiale composito o ceramica sulla superficie frontale dei denti anteriori in modo da restituire una forma ed un colore esteticamente soddisfacenti. Apparecchi invisibili: solo in determinati casi è possibile utilizzare, per piccoli raddrizzamenti dentari, una serie di mascherine allineatrici ortodontiche di plastica trasparente.

Prima e dopo

BAMBINI : A CHE ETÀ LA PRIMA VISITA ?

BAMBINI : A CHE ETÀ LA PRIMA VISITA ?

Se non ci sono problematiche particolari che impongano una visita precoce dal dentista;  comunemente viene consigliato di controllare la bocca dei bambini quando sono comparsi tutti i denti da latte. Il che, in genere, accade intorno ai 24-36 mesi.

Se il bimbo non è mai stato dal dentista prima; intorno ai tre, quattro anni una visita diventa d’obbligo per controllare la salute dei denti da latte e verificare che l’igiene orale sia adeguata.

Il dentista valuterà inoltre la presenza di abitudini viziate (succhiare il dito o il ciucciotto, l’interposizione del labbro o della lingua). In caso di disturbi come la respirazione orale o la deglutizione atipica e potrà monitorare la crescita cranio-facciale; in modo da prevenire quanto prima possibile malocclusioni e asimmetrie.

È comunque auspicabile portare il bambino alla sua prima visita odontoiatrica prima che insorga mal di denti o che sia necessario un qualunque intervento:

  • Un bimbo che ha male è in genere più ansioso e poco collaborante, e assocerà il dentista a una esperienza negativa.

In assenza di problemi, invece, l’incontro con l’odontoiatra sarà piacevole e questo abituerà il piccolo ad affidarsi alle cure senza tensioni e paure. Inoltre i consigli del professionista andranno a sostenere le buone abitudini che mamma e papà gli insegnano a seguire tutti i giorni (fonte).

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PARADONTITE E OMEOPATIA

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di rimedi omeopatici per la cura di diverse patologie mediche. Spesso tali terapie vengono proposte anche come alternativa naturale per il trattamento di malattie che colpiscono il cavo orale, come la gengivite o la parodontite. La cura per la parodontite può essere lunga e faticosa, per questo diverse persone sperano ci possa essere un’alternativa naturale alle cure mediche. Ecco come ci si finisce a informare sui trattamenti omeopatici.

Proviamo a capirci qualcosa in più.

Cos’è l’omeopatia

Prima di parlare dell’omeopatia e di come funziona è necessaria una doverosa premessa.
Attualmente non ci sono evidenze scientifiche che mostrino la reale efficacia dell’omeopatia nella cura di una qualsiasi patologia. Detto in altri termini l’omeopatia avrebbe semplicemente un effetto placebo, cioè eventuali risultati positivi ottenuti sarebbero frutto di una reazione psicologica basata sull’aspettativa del paziente. Se una persona crede fermamente che un rimedio privo di principi farmacologici funziona, allora potrebbe avere dei risultati positivi, certo non per qualunque patologia. Dopo aver chiarito questo punto vediamo cos’è l’omeopatia e come funzionano i rimedi omeopatici.
Con omeopatia si intende un tipo di medicina non convenzionale che guarda alla totalità della persona basandosi sul principio della similitudine. In base a tale concetto i rimedi producono nel soggetto sano gli stessi sintomi della malattia. In pratica la stessa sostanza che provoca i sintomi della malattia in una persona sana, usata in forma diluita sarebbe in grado di curare quella patologia stimolando una sorta di guarigione naturale da parte dell’organismo.
Ogni persona reagisce in modo diverso a ciascuna sostanza, per questo i rimedi omeopatici devono essere scelti da un omeopata dopo un lungo colloquio con il soggetto.

Come si cura la parodontite

La parodontite è una malattia degenerativa a carico dei tessuti di sostegno del dente. Una delle principali cause della parodontopatia è la cattiva igiene orale, la placca e il tartaro che si accumulano sui denti e si estendono sotto il bordo gengivale dove i batteri possono agire indisturbati, formando la tasca parodontale e danneggiando il parodonto. Con il tempo, se non si interviene in modo efficace, tutto questo porta alla mobilità e alla perdita dei denti coinvolti.
Una malattia come quella parodontale per risolversi nel migliore dei modi non deve essere trattata da un omeopata, ma da un parodontologo capace di mettere in atto le pratiche in grado, laddove possibile, di salvare i denti naturali del paziente.
Il primo approccio alla cura della parodontite è di tipo conservativo non chirurgico e consiste in diverse sedute di rimozione della placca e del tartaro sottogengivale con le curettes soniche. Con l’ausilio di questi strumenti il parodontologo rimuove i tessuti molli della tasca parodontale e i tessuti necrotici della radice, favorendo la guarigione del parodonto.

L’omeopatia nella cura della parodontite

Considerando quanto detto fino ad ora, va da sé che l’omeopatia non agendo fisicamente sulla causa scatenante della parodontite non può e non deve essere utilizzata come unico rimedio per la cura della patologia. Se non si mette in atto un trattamento adeguato i batteri continueranno la loro azione indisturbati distruggendo tutti i tessuti di sostegno del dente provocandone la caduta. Arrivati a quel punto l’unica alternativa alla cura della parodontite sarà l’impianto dentale.
Tuttavia se un paziente crede di poter trovare giovamento dall’uso di rimedi omeopatici, ad esempio per la gestione dello stress, può usarli in aggiunta al trattamento odontoiatrico della parodontite. In conclusione chi vuole seguire una terapia omeopatica può farlo in aggiunta e non in alternativa a quella “tradizionale”.

PAURA DEL DENTISTA NEI BAMBINI

paura del dentista nei bambiniI bambini non sono adulti in miniatura. Questa è la prima cosa che un dentista dovrebbe sapere quando visita un bambino. Un pedodontista, cioè un dentista specializzato nel suo lavoro con i bambini, sa bene che questi a differenza delle persone adulte tendono a rivivere fisicamente un trauma che li ha colpiti in passato.
Capita spesso che i più piccoli, se risentono di odontofobia, si facciano prendere dal panico sulla poltrona del dentista. Come risolvere questi problemi e risolvere la paura del dentista nei bambini? E per i genitori si può affrontare questo discorso: come convincere un bambino ad andare dal dentista?

Cosa causa la paura del dentista nei bambini?

Solitamente un trauma precedente, un brutto ricordo legato a un’esperienza vissuta in prima persona o da un parente. Per evitare che si verifichi una situazione del genere, il dentista deve stare molto attento a quello che dice e a quello che non dice. È infatti una pratica scorretta tenere il bambino all’oscuro di quello che gli sta per succedere. Occorre piuttosto usare i termini giusti, quindi il trapano diventerà un pulitore speciale e una siringa diventerà un tubicino magico.
Grande influenza in questo meccanismo arriva, ovviamente, dai genitori. Se si dipinge il dentista come una persona che dovrà fare qualcosa di doloroso si rischia di traumatizzare il bambino e di insinuare la paura prima ancora di iniziare la terapia. Al tempo stesso è sbagliato tranquillizzare prima ancora di arrivare in studio: il bambino si chiederà perché tutto questo, alimentando il timore. E poi la paura del dentista.
A questo punto, anche il più piccolo fastidio sarà vissuto come un dramma. Per evitare tutto questo è utile vivere anche la prima visita dal dentista come un evento di routine, qualcosa di piacevole con un premio finale che verrà elargito al bambino alla fine del trattamento. D’altro canto anche il dentista deve accogliere il bambino e fare in modo che si senta a suo agio.

Il cinema e l’odontofobia infantile

Un altro responsabile della paura del dentista nei bambini è sicuramente il cinema che da sempre ci ha trasmesso un’immagine dello studio dentistico più vicina a una stanza delle torture medioevale che a un luogo in cui risolvere problemi e recuperare il sorriso. Nel film d’animazione Alla ricerca di Nemo, il protagonista viene catturato da un dentista cattivo che lo mette nell’acquario insieme ad altri pesciolini traumatizzati dalle urla dei pazienti dello studio. Non possiamo sorprenderci più di tanto se poi i nostri figli crescono nel terrore di fare un semplice controllo.
Come evitare tutto questo? In primo luogo può essere utile evitare scene di bambini dal dentista che piangono, o che in qualche modo sono spaventati da questo medico. Non è facile assicurarsi che il proprio figlio sia sempre al sicuro di queste scene, ma è meglio tutelare quando possibile.

Anestesia (senza ago) e sedazione cosciente

Il momento dell’anestesia è sicuramente il più delicato. Una volta effettuata il bambino non sentirà dolore, però il terrore dell’ago è sempre forte. Per questo spesso si parla di anestesia con sedazione cosciente, tecnica per rilassare il paziente e renderlo capace di controllare il dolore.
Se è vero che la sedazione cosciente tramite protossido di azoto può risultare molto efficace, soprattutto per il dentista per bambini disabili, bisognerà comunque stare molto attenti a non traumatizzare il bambino mostrandosi troppo o troppo poco sicuri e a non risvegliare ricordi traumatici attraverso il linguaggio. In caso di utilizzo di tecniche di sedazione cosciente è consigliabile sempre la presenza dell’anestesista.
Una buona pratica adottata da molti dentisti è spiazzare le attese del bambino rompendo lo schema mentale che aveva costruito in sala d’attesa. Non sarà ad esempio il bambino a sedere sulla poltrona operatoria ma lo stesso dentista, che non fisserà mai i denti del piccolo paziente, ma quelli dei genitori o dei suoi assistenti.

Superare la paura del dentista: ipnosi o fiducia?

Esistono anche tecniche ipnotiche che altro non sono che tecniche di linguaggio che funzionano in modo tale da concentrare al massimo l’attenzione del bambino sulla voce del dentista, distogliendola da tutti gli elementi interni alla sua percezione legati a possibili fattori traumatici, o esterni, legati alla sala operatoria in sé.
Il bambino, leggermente disorientato seguirà indicazioni che gli arriveranno e sarà meno preso dalla paura della situazione in cui si trova. Tutto questo con il benestare dei genitori che spesso hanno questo problema: “mio figlio non vuole andare dal dentista, è possibile avere anestesia senza ago o altri metodi per non spaventarlo?”. Dipende, in realtà ciò che conta veramente è il rapporto che si crea tra dentista e paziente.
Il bambino deve potersi fidare, per questo motivo non va mai ingannato, ma assecondato. Mai usare la forza o costringerlo a togliere un dente o anche solo a sedersi sulla poltrona per un controllo ortodontico se non vuole. Un valido rinforzo può essere dato dal mostrare al bambino di 7 – 9 anni, un altro bambino più piccolo mentre si sottopone serenamente allo stesso tipo di intervento. Questo genere di interventi rassicurano tantissimo i piccoli pazienti e li rendono collaborativi.

La sigaretta elettronica macchia i denti?

Molti per smettere di fumare fanno uso della sigaretta elettronica, ma quali sono i suoi effetti sulla salute orale? È vero che non macchia i denti?

I danni del fumo sulla salute orale sono tanti, quello più visibile è sicuramente il progressivo ingiallimento dei denti.
Anche se questo difetto estetico è risolvibile con una pulizia ed uno sbiancamento dentale, tuttavia i risultati ottenuti non possono avere una lunga durata se si continua a fumare. Per ovviare a questo problema molti decidono di smettere di fumare ricorrendo alla sigaretta elettronica, ma è possibile affermare con assoluta certezza che questa non abbia effetti sulla colorazione dello smalto?

Perché le sigarette macchiano i denti

Le principali responsabili dei denti gialli sono le sostanze contenute nelle sigarette, come la nicotina e il catrame, inoltre nei fumatori è facile che si verifichi un incremento dei sedimenti di tartaro. La presenza di placca e tartaro sui denti rende la superficie dentale più ruvida favorendo l’adesione delle sostanza pigmentanti provenienti dalla combustione delle sigarette e portando i denti ad assumere una colorazione che tende al marrone

Sigaretta elettronica e denti gialli

Molti per smettere di fumare o quantomeno limitare il consumo di sigarette decidono di passare alla sigaretta elettronica. Questo strumento, data l’assenza di catrame, riduce notevolmente gli effetti negativi del fumo sulla salute, compresi i denti gialli.
Per quanto riguarda la salute dei denti e l’ingiallimento dello smalto non è possibile affermare con assoluta certezza che non vi siano ripercussioni. Non esistono infatti, ricerche scientifiche e dati che possano convalidare senza ombra di dubbio l’ipotesi che la sigaretta elettronica non macchi i denti. Molti liquidi usati per la sigaretta elettronica infatti potrebbero nel tempo ingiallire gli elementi dentari ma ancora non c’è nulla di dimostrato. Di certo l’ingiallimento dei denti è ad una valutazione clinica nettamente inferiore.
Senza contare che dopo un intervento chirurgico in pazienti fumatori, le complicanze legate all’accumulo di catrame possono dare origine a guarigioni molto difficili ed in caso di interventi complessi con utilizzo di bio materiali possono determinare il completo insuccesso di un intervento.
Certamente la soluzione più valida per chi non vuole correre rischi o ritornare ad avere denti bianchi è smettere di fumare e rivolgersi a un dentista per uno sbiancamento dei denti.

Come sbiancare i denti ingialliti dal fumo

Per far tornare i denti al loro colore originale, i fumatori devono sottoporsi prima ad una pulizia dei denti e all’ applicazione dell’ Airflow, un getto di acqua e polvere di bicarbonato che elimina le macchie di fumo sui denti, quindi si passa ad uno sbiancamento dentale professionale per cambiare il colore dei denti stessi. sfruttando i perossidi, in grado di ossidare i legami chimici delle sostanze responsabili della colorazione dei denti stessi.

In particolare si possono seguire due tipi di trattamenti:

  • alla poltrona, si effettua nello studio dentistico, richiede una breve durata e offre risultati apprezzabili già dopo una sola seduta,
  • domiciliare, si avvale di mascherine individuali in silicone preparate dal dentista da indossare nelle ore notturne, con risultati visibili dopo alcuni giorni.

Come mantenere i denti bianchi dopo lo sbiancamento

In condizioni normali lo sbiancamento professionale può durare fino ad un anno, ciò non vale per i fumatori che continuano a fare uso di sigarette anche dopo lo sbiancamento.
Chi fuma infatti dovrà fare i conti con i denti gialli molto prima. Senza contare di quanti altri danni il fumo può arrecare.