Articoli

Carie dentale cause, rimedi, trattamenti e fattori di rischio negli adulti

Carie dentale cause, rimedi, trattamenti e fattori di rischio negli adulti

Oggi parliamo della parodontite che è la principale colpevole della perdita dei denti in età adulta.

Questa malattia che colpisce le gengive non è l’unica causa dei problemi a carico del cavo orale che se sottovalutati, diagnosticati tardi o peggio ancora non trattati possono avere conseguenze anche gravi per la salute della bocca.
Tra le cause di perdita dei denti tra gli adulti c’è, infatti, anche la carie dentaria: sebbene nel percepito comune questa malattia sembri sostanzialmente innocua, bisogna invece prestare attenzione a non sottovalutarne lo sviluppo; se diagnosticata e trattata in tempo la carie non ha conseguenze importanti ma se la diagnosi arriva tardi le ripercussioni possono essere molto negative. La carie dentaria è una vera e propria malattia causata da una serie di batteri che prendono il nome di “batteri cariogeni”.

Questi batteri si cibano dei resti degli alimenti presenti nel nostro cavo orale e producono un acido in grado di attaccare lo smalto del dente demineralizzandolo.
Se si presentano le condizioni favorevoli per la proliferazione questi batteri, ad essere attaccato non è solo lo smalto del dente ma anche il tessuto sottostante, la dentina; in questo modo si può scatenare una vera e propria perforazione del dente in grado di arrivare alla polpa dentale e causare una patologia chiamata pulpite, ovvero l’infiammazione del nervo del dente.

Abbiamo detto che i responsabili della carie sono i batteri cariogeni; perché questi possano prosperare nella nostra bocca e causare la carie sono però necessari una serie di fattori,

e i più comuni sono:

  • Una scarsa igiene orale: L’accumulo della placca batterica che incrementa il rischio di carie.
  • Una dieta ricca di zuccheri e carboidrati: Queste tipologie di alimenti vengono digeriti dai batteri cariogeni e trasformati in acidi in grado di attaccare lo smalto del dente.
  • Mancanza di fluoro: Il fluoro è necessario per la rimineralizzazione dei denti.
  • Bocca secca: Una delle funzioni della saliva è proprio quella di eliminare i batteri; se nel cavo orale la saliva è poca i microrganismi dannosi si moltiplicano più facilmente e potenziano la loro attività.
  • Discontinuità nei controlli periodici dal dentista. Anche chi si lava i denti perfettamente corre il rischio di sviluppare la carie, soprattutto in quelle zone della bocca difficili da raggiungere e da pulire con lo spazzolino.

La carie può dare origine a diversi sintomi quando è ormai in uno stadio avanzato; nei primi stadi, infatti, questa malattia è di solito asintomatica e viene diagnosticata nelle visite di controllo dal dentista con una semplice esplorazione del cavo orale. Una carie non curata in tempo può richiedere un trattamento invasivo come la devitalizzazione oppure l’estrazione del dente (con conseguenze negative sulla funzionalità della bocca e quindi con la necessità di ulteriori interventi).
In altri casi una carie non diagnosticata può dare origine a infezioni, ascessi o altri disturbi del cavo orale come l’alitosi o la parodontite.

Se notiamo differenze cromatiche nel dente o avvertiamo dolore alla masticazione è sempre bene rivolgersi al proprio dentista di fiducia per un controllo; con le visite periodiche la situazione del cavo orale è costantemente sotto controllo ed è quindi molto difficile che tra una visita e l’altra si sviluppi una eventuale carie in grado di raggiungere uno stadio grave.

Nello Studio Dentistico Esposito Carlo sono sempre disponibili medici esperti in conservativa ed endodonzia; per prenotare una visita basta chiamare lo studio o compilare il form in questa pagina.

PARADONTITE E OMEOPATIA

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di rimedi omeopatici per la cura di diverse patologie mediche. Spesso tali terapie vengono proposte anche come alternativa naturale per il trattamento di malattie che colpiscono il cavo orale, come la gengivite o la parodontite. La cura per la parodontite può essere lunga e faticosa, per questo diverse persone sperano ci possa essere un’alternativa naturale alle cure mediche. Ecco come ci si finisce a informare sui trattamenti omeopatici.

Proviamo a capirci qualcosa in più.

Cos’è l’omeopatia

Prima di parlare dell’omeopatia e di come funziona è necessaria una doverosa premessa.
Attualmente non ci sono evidenze scientifiche che mostrino la reale efficacia dell’omeopatia nella cura di una qualsiasi patologia. Detto in altri termini l’omeopatia avrebbe semplicemente un effetto placebo, cioè eventuali risultati positivi ottenuti sarebbero frutto di una reazione psicologica basata sull’aspettativa del paziente. Se una persona crede fermamente che un rimedio privo di principi farmacologici funziona, allora potrebbe avere dei risultati positivi, certo non per qualunque patologia. Dopo aver chiarito questo punto vediamo cos’è l’omeopatia e come funzionano i rimedi omeopatici.
Con omeopatia si intende un tipo di medicina non convenzionale che guarda alla totalità della persona basandosi sul principio della similitudine. In base a tale concetto i rimedi producono nel soggetto sano gli stessi sintomi della malattia. In pratica la stessa sostanza che provoca i sintomi della malattia in una persona sana, usata in forma diluita sarebbe in grado di curare quella patologia stimolando una sorta di guarigione naturale da parte dell’organismo.
Ogni persona reagisce in modo diverso a ciascuna sostanza, per questo i rimedi omeopatici devono essere scelti da un omeopata dopo un lungo colloquio con il soggetto.

Come si cura la parodontite

La parodontite è una malattia degenerativa a carico dei tessuti di sostegno del dente. Una delle principali cause della parodontopatia è la cattiva igiene orale, la placca e il tartaro che si accumulano sui denti e si estendono sotto il bordo gengivale dove i batteri possono agire indisturbati, formando la tasca parodontale e danneggiando il parodonto. Con il tempo, se non si interviene in modo efficace, tutto questo porta alla mobilità e alla perdita dei denti coinvolti.
Una malattia come quella parodontale per risolversi nel migliore dei modi non deve essere trattata da un omeopata, ma da un parodontologo capace di mettere in atto le pratiche in grado, laddove possibile, di salvare i denti naturali del paziente.
Il primo approccio alla cura della parodontite è di tipo conservativo non chirurgico e consiste in diverse sedute di rimozione della placca e del tartaro sottogengivale con le curettes soniche. Con l’ausilio di questi strumenti il parodontologo rimuove i tessuti molli della tasca parodontale e i tessuti necrotici della radice, favorendo la guarigione del parodonto.

L’omeopatia nella cura della parodontite

Considerando quanto detto fino ad ora, va da sé che l’omeopatia non agendo fisicamente sulla causa scatenante della parodontite non può e non deve essere utilizzata come unico rimedio per la cura della patologia. Se non si mette in atto un trattamento adeguato i batteri continueranno la loro azione indisturbati distruggendo tutti i tessuti di sostegno del dente provocandone la caduta. Arrivati a quel punto l’unica alternativa alla cura della parodontite sarà l’impianto dentale.
Tuttavia se un paziente crede di poter trovare giovamento dall’uso di rimedi omeopatici, ad esempio per la gestione dello stress, può usarli in aggiunta al trattamento odontoiatrico della parodontite. In conclusione chi vuole seguire una terapia omeopatica può farlo in aggiunta e non in alternativa a quella “tradizionale”.